L’Ue: “Italia del fare” ha ancora sbagliato

“Quei rifiuti andavano smaltiti” Corte di giustizia boccia l’Italia

 Il Tribunale del Lussemburgo accoglie il ricorso della Commissione, affermando che il governo italiano non ha “creato una rete adeguata di impianti” e non ha adottato le misure necessarie per tutelare la salute umana.

LUSSEMBURGO – Nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania l’Italia “non ha adottato tutte le misure necessarie allo smaltimento”, violando di fatto la direttiva del 2006. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in seguito a un ricorso della Commissione. L’Italia, si legge nella sentenza, “non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti nelle vicinanze del luogo di produzione e non avendo adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l’ambiente nella regione Campania, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva “rifiuti”.

La sentenza obbliga l’Italia a provvedere a un adeguato sistema di smaltimento rifiuti, pena eventuali sanzioni pecuniarie che potrebbero essere stabilite in un secondo momento in caso di inadempimento. E ricorda che Roma stessa ha ammesso che “nella regione Campania, i quantitativi ingenti di rifiuti ammassati nelle strade, nonostante l’assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, dimostrano un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare”. E quindi “l’Italia ha peraltro ammesso che, alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato, gli impianti esistenti e in funzione nella regione erano ben lontani dal soddisfare le sue esigenze reali”.

La Corte di Giustizia ricorda che “alla scadenza del termine fissato nel parere motivato, 55.000 tonnellate di rifiuti riempievano le strade, che vi erano fra le 110.000 e le 120.000 tonnellate di rifiuti in attesa di trattamento presso i siti comunali di stoccaggio e che le popolazioni esasperate avevano provocato incendi nei cumuli di spazzatura. In tali circostanze i rifiuti hanno provocato inconvenienti da odori ed hanno danneggiato il paesaggio, rappresentando così un pericolo per l’ambiente”, ed esponendo la salute umana “ad un rischio certo”.

I fatti per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea sono successivi alla nomina di Guido Bertolaso a sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, precisa il Dipartimento della Protezione civile. I fatti contestati, si fa rilevare, sono riferiti al 2007 e quindi in un periodo precedente alla nomina di Bertolaso che è avvenuta nel 2008.

Per la stessa ragione, rileva il sottosegretario Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl della Campania, “La Corte Europea con il verdetto di oggi ci ricorda il disastro della gestione Prodi-Bassolino che ha fatto della Regione Campania la pattumiera di Italia. Purtroppo i danni subiti non sono facilmente smaltibili per cui oggi ci tocca subire il congelamento di 500 milioni di euro essenziali per la nostra Regione”.

(www.repubblica.it04 marzo 2010)

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