Massimo + 2 gradi. Ma entro quando?

A causa gradi l’Aumento massimo, ma è scomparsa Ogni scadenza

SI contenzioso su tempi e obiettivi. Gradi ed Emissioni i punti della discordia. Il testo non sara Politicamente vincolante
COPENAGHEN – Almeno quattro bozze di Accordo sono circolate ieri, Spesso molto Loro fra diverse. Ognuna accolta con crescente Sconcerto e disappunto Dagli ambientalisti e anche da più di un governo, in particolare Europeo.L’ultima, emersa in serata, ancora Contiene Buchi espliciti o punti apertamente contestati. Ecco un panorama della Situazione, capitolo per capitolo.

Trattato. Nessun trattato, da PUÒ Copenaghen solo Uscire un Accordo. È sparita anche La definizione di “Accordo Politicamente vincolante”.

Vincoli. L’idea era di all’Accordo Seguire lontano, entro il 2010, la stesura di Trattati legalmente vincolanti, vieni Quello di Kyoto, con Meccanismi di verifica e sanzioni, correntemente vieni Quello in atto. Solo una delle bozze cita ancora il 2010 come scadenza finale per arrivare alla stesura di testi legali veri e propri. Si tratterebbe, comunque, a causa di Trattati. Uno Che PROLUNGA per i Paesi industrializzati che, allora, ecco, Kyoto firmarono. Un altro per gli Usa (che non firmarono quel trattato) ei Paesi in via di Sviluppo (come Cina, India e Brasile) che, nel testo di Kyoto, non avevano ALCUN impegno.

2 gradi. L’Obiettivo di mantenere entro 2 gradi l’Aumento della temperatura nei prossimi Decenni, nel testo c’è. Gli Scienziati ritengono Che un Aumento di oltre 2 gradi comporterebbe Conseguenze (siccità, inondazioni, innalzamento dei mari) al di fuori di controllo Ogni possibile e Difesa.

1,5 gradi. Il testo prevede, per il 2016, un nuovo incontro per stabilire se frenare l’Aumento della temperatura a 1,5 gradi, invece di 2. La richiesta di FISSARE L’Obiettivo più in basso dei 2 gradi è venuta Soprattutto dai Paesi africani (dove la media mondiale di 2 gradi significa, in realtà, Almeno 3,5 gradi) e dalle piccole isole Che temono di Essere sommerse dall’innalzamento degli Oceani.

2050. Per arrivare all’obiettivo dei 2 gradi, Le emissioni di CO2 dovrebbero diminuire del 50 per cento entro il 2050. Per arrivarci, i Paesi industrializzati taglierebbero Le emissioni dell’80 per cento. Ma non basta: anche i Paesi emergenti dovrebbero Tagliare le Loro rallentarle e non solo. Per questo Cina e Brasile non vogliono un Impegno globale del 50 per cento, vincolandoli che, pure SIA UNO lunga scadenza, un Ridurre le Emissioni, PUÒ compromettere la Loro Crescita Economica. Per accettare il 50 per cento, i Paesi emergenti vogliono Che i Paesi ricchi fissino un Obiettivo di Riduzione Ambizioso già per il 2020. Ma questo obiettivo ancora non c’è.

2020. Perchè l’Obiettivo credibile al 2050 sia, i Paesi industrializzati dovrebbero infatti Tagliare già nel 2020 le Loro Emissioni, secondo gli Scienziati, del 25-40 per cento. Gli Impegni presi finora arrivano solo al 14-18 per cento: secondo un recente rapporto, trapelato dall’ambiente degli Scienziati Che lavorano con l’Onu, una Riduzione così modesta spingerebbe le temperature ad un Aumento di 3 gradi. La bozza si Limitazioni uno Registrare gli Impegni presi finora dai vari Paesi (Ue 20 per cento sul 1990, Usa 17 e Giappone 25, ambedue sul 2005). Sulla Percentuale totale di Riduzione c’è una bella “x”, con La possibilità di calcolare il taglio, SIA Rispetto al 1990 (come la UE) Che Rispetto al 2005 (come gli Usa).

Verifiche. Soprattutto una richiesta americana, indirizzata alla Cina Perché gli Impegni presi da Pechino sul rallentamento delle sue Emissioni (solo i Paesi industrializzati operano Effettivamente dei tagli) VERIFICA uno Siano livello internazionale. Il testo della bozza parla solo di inventari Biennali delle Emissioni, da comunicare “secondo Nuove Linee Guida Che Saranno Approvate Dalla Conferenza”.

Foreste. Le foreste sono un grande polmone e la deforestazione delle Nazioni Unite Potente Fattore di Emissioni. La Bozza annuncia incentivi (gli Usa Hanno già stanziato 1 miliardo di Dollaro) per allargare le foreste e fermare i disboscamenti.

Finanziamenti. Ai Paesi più deboli Viene promesso un aiuto di 10 miliardi di dollari l’anno, per il 2010, 2011, 2012, SI TRATTA di soldi, precisa la bozza, “nuovi e aggiuntivi”, non dunque il riciclo di vecchie promesse di donazioni. Nel caso di piccole isole e di Paesi Particolarmente Vulnerabilità, i soldi Saranno impiegati, Più che per Ridurre le Emissioni, Soprattutto per difendersi dall’impatto dell’effetto serra. Dopo il 2013, entrera in Funzione un Fondo di Copenaghen per il clima, con finanziamenti Che dovrebbero arrivare a 100 miliardi di dollari l’anno, entro il 2020.

dal nostro inviato MAURIZIO RICCI (wwww.repubblica.it — 19 dicembre 2009)

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